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Cocktail

JOHN COLLINS

21 Febbraio 2017 - Visite (298)

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  • Difficoltà
    Bassa
  • Costo
    Basso
  • Porzioni
    1
  • Preparazione

Cari amici di cuor di cucina, ben trovati nuovamente su “Drink Experience”.

Come sempre parliamo di cocktail’s e, come sempre, vi consiglio uno dei miei drink preferiti, uno di quelli che ha fatto la storia con la sua storia, simpatizzando col palato di migliaia di uomini e donne di ogni tempo e di ogni parte del mondo, uno di quelli che viene scelto ancora oggi, per gustare (senza troppo impegno e grazie alla sua bassa gradazione alcolica), qualcosa di semplice, ma allo stesso tempo gustoso e sopratutto alcolico.

Il cocktail di cui vi parlo oggi è il “John Collins”.

La storia narra di due fratelli, John e Tom Collins, che, lavorando al “Limmer's Old House” di Londra, decisero di elaborare un cocktail semplice e alla portata di tutti: un cocktail composto da Gin e limonata. Secondo alcuni riferimenti storiografici, il cocktail in questione risalirebbe al 1890 circa, e la prima versione dello stesso prevede l’utilizzo di un gin dolce, olandese, denominato Old Tom.

Come ogni cocktail storico che si rispetti, la storia è incerta e profuma di leggenda.

Secondo una prima versione, seppur nessuno sia certo che siano esistiti realmente i fratelli John e Tom Collins, svariati riferimenti narrano di una rivalità tra i due. Non si è mai saputo chi dei due ebbe l’idea, ma la loro “limonata” al Gin catturò subito l’interesse di molti consumatori del “Limmer's Old House” di Londra. A tale versione appartiene la teoria secondo cui John utilizzasse un Gin il cui metodo era “London Dry” (ossia un Gin secco), mentre il fratello Tom utilizzasse un Old Tom Gin (cioè un Gin più dolce e di origine olandese).

Un’altra storia, invece, narra di uno pseudonimo utilizzato da un giornalista inglese che, per prendersi burla dei lettori del quotidiano “New York Herald”, scrisse un articolo che parlava della fuga di alcuni animali feroci dallo zoo, mettendo in allarme l’intera cittadina. In seguito si scoprì che l’articolo era uno scherzo e che l’autore lo firmò con lo pseudonimo di “John Collins”. All’epoca, dunque, parlare di John Collins significava parlare di qualcuno di inesistente, in quanto era solo uno pseudonimo. A tale nome fu attribuita la paternità di ciò che era di dubbia provenienza, dunque, anche questo cocktail potrebbe aver preso il suo nome, in quanto ne era sconosciuto l’inventore.

Cenni storici a parte vi svelo la semplice ricetta:

INGREDIENTI

STRUMENTI

PROCEDIMENTO

Questo cocktail è preparato secondo il metodo “Build”, ovvero costruito direttamente sul bicchiere.

Versare il succo di limone e lo zucchero di canna liquido all’interno del “Collins” (omonimo nome dato a questa tipologia di bicchiere) e  con l'aiuto di un Barspoon mescolate e assicuratevi che il limone e lo zucchero siano ben bilanciati tendendo leggermente sull'agre; versate il gin ed inserite il ghiaccio, terminando il tutto colmando con la soda.

"vaporizzate" una scorza di limone sopra il bordo del bicchiere per una esperienza aromatica perfetta.

Ricordate: La soda deve essere ben fredda, affinché le bolle possano mantenersi e quindi rendere il vostro cocktail frizzante.

 

CONSIGLI DELLO CHEF

Una mia rivisitazione personale prevede la sostituzione dello zucchero liquido con un Honey mix (2 parti di miele, 1 parte d'acqua), diminuendo il quantitativo di gin ed aggiungendo a piacere qualche cl di vino bianco secco e qualche goccia di estratto di zenzero. Il risultato sarà un Cocktail fresco, speziato da abbinare per esempio, a dei secondi a base di pesce.

Le varianti sono infinite e le dosi variano in base ai prodotti utilizzati ma sopratutto in base al vostro palato, quindi divertitevi e bevete responsabilmente. La bassa gradazione percepita potrebbe portarvi erroneamente a sottovalutarlo!

Strumenti utilizzati in questa ricetta

Ingredienti utilizzati in questa ricetta

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Francesco Mauro
𝘚𝘵𝘳𝘪𝘮𝘱𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘢𝘤𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪 𝘢𝘳𝘰𝘮𝘢𝘵𝘪𝘤𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘷𝘰 𝘢 𝘳𝘪𝘯𝘤𝘩𝘪𝘶𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘭'𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘤𝘳𝘪𝘴𝘵𝘢𝘭𝘭𝘰, 𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘢𝘤𝘶𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘰𝘯𝘢 𝘯𝘦𝘪 𝘱𝘢𝘭𝘢𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘪𝘦𝘪 𝘰𝘴𝘱𝘪𝘵𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘴𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘶𝘯 𝘨𝘳𝘢𝘮𝘮𝘰𝘧𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘮𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘯𝘶𝘤𝘤𝘪𝘢. 𝘚𝘰𝘯𝘰 𝘶𝘯 𝘉𝘢𝘳𝘵𝘪𝘨𝘪𝘢𝘯𝘰, 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘤𝘶𝘭𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘮𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢 𝘭𝘪𝘲𝘶𝘪𝘥𝘢, 𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘳𝘰𝘤𝘬, 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘭𝘪𝘳𝘪𝘤𝘢...
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