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Primi piatti

SPAGHETTI AL FORNO LICATISI (LICATESI)

26 Marzo 2016 - Visite (2807)

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  • Difficoltà
    Media
  • Costo
    Basso
  • Porzioni
    5
  • Cottura
  • Preparazione

La particolaritá di questa pasta al forno, a differenza dei classici anelletti o della lasagna, é che lo spaghetto crea in forno uno strato superiore che si separa dal resto della pasta che resta ben amalgamata in fondo e quindi questo strato ben croccante e asciutto constrasta perfettamente col resto amalgamato. La parte croccante superiore é quella che si distinguerá rispetto alle paste al forno piú tradizionali e per far sí che questo avvenga é sufficiente notare bene alcuni dettagli fondamentali:

  • Non si usa besciamella
  • La pasta ed il suo condimento va amalgamata velocemente e non in cottura (ad esempio non si fa saltare in padella o restringere in pentola assieme alla salsa)
  • La teglia da usare deve essere abbastanza larga piuttosto per poter amalgamare il tutto e permettere che lo strato umido di pasta non sia molto sproporzionato rispetto allo strato croccante.
  • A differenza delle altre paste classiche, non bisogna esagerare con latticini "filanti"qualora si gradisse aggiungerne uno strato superiore.

 

Purtroppo ho dovuto usare per la ricetta un cavolfiore olandese.

Dico "purtroppo" perché gli spaghetti al forno licatesi andrebbero fatti rigorosamente col cavolfiore (brocculu) viola.

INGREDIENTI

q.b. Cipolla
150 kg Piselli
1 Cavolfiore
300 gr Salsiccia
500 gr Spaghetti
1 litri Salsa di pomodoro
100 gr Cacio cavallo
4 Uova sode

PROCEDIMENTO

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Preparate un ragú di carne classico usando la salsiccia.
In questo caso io ho usato un soffritto di cipolla, i piselli ed pezzo di cotenna di maiale che mi era avanzata dalla carbonara del giorno prima. Nel ragú c'é poco da dire perché ognuno di noi usa tecniche e metodi personalizzati, ma é importante che i pezzi di salsiccia rimangano grossolani cosí come vedete in foto.
Un altra tecnica alternativa potrebbe essere fare un soffritto di salsiccia ed una salsa di pomodoro a parte per poi amalgamare tutto poco prima...sulla teglia. Intanto avrete giá bollito a parte sia i cavolfiori che le uova.
Andiamo avanti.

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Questo non é importante, ma io ho fatto cosí. Ho messo prima la parte asciutta, cioé il cavolfiore, e l'uovo...

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..e poi ho aggiunto il mio ragú amalgamando il tutto nella stassa teglia. Dopo aver amalgamato per bene il tutto, spianate la pasta e spolverate con cacio cavallo e se volete, poca mozzarella, o provolone.

 

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Infornate in forno a 250 gradi per circa 15 minuti, fino a quando la pasta non risulti bel colorita, a questo punto la pasta é pronta per essere sporzionata.

 

Buona "DOMENICA"

CONSIGLI DELLO CHEF

ATTENZIONE: La pasta va scolata molto al dente ma NON A META' cottura. State attenti a non scolarla troppo cruda o questa si spezzerá molto facilmente durante l'amalgamento.

Food blogger

Maurizio Cardella
Mi chiamo Maurizio Cardella ed ho 35 anni, sono di Licata e dopo essermi diplomato come cuoco nel 2000 mi trasferii all'estero. Sono molto legato alle ricette tradizionali italiane e sopratutto a quelle siciliane che evocano i sapori della mia infanzia, ma sono anche molto attratto dalla novitá e dalla cucina asiatica dal quale spesso traggo dei piatti "fusion" fondendo appunto sapori e tradizioni italiane a quelle asiatiche. Ho vissuto in Germania per 5 anni, paese nel quale sono nato, ma ho lavorato e quindi vissuto (per brevissimi periodi) in molti posti quali Irlanda, Scozia, USA, Spagna, Svizzera. Da quasi 10 anni vivo a 2 passi da Amsterdam dove lavoro come cuoco presso una grande azienda e da qui di tanto in tanto incanalo la mia nostalgia per l'Italia/Sicilia scrivendo qualche mia ricetta sulla mia pagina Sicil-EAT. Invidio le persone che cucinano e allo stesso tempo si rilassano, io sono un tipo molto "elettrico" invece e spesso sono poco paziente. Riesco invece ad essere paziente se spiego determinati piatti o tecniche a persone che hanno DAVVERO voglia di imparare, adoro i confronti intelligenti senza competizione e mi piace stravolgere i piani sul momento. Non amo osare o le profanazioni, ma é sempre cosí che succede.... non seguo mai i piani stabiliti e stravolgo il caos, nel caos, per riportare l'ordine. Insomma sono un paradosso culinario, vivo nella velocitá e nella praticitá, sono un perfezionista nonostante la mia pigrizia, quando tutto scorre velocemente io vedo tutto a rallentatore ed assumo un pieno controllo e mi sento come un bradipo nei panni di una gazzella. Sono aperto alle idee e suggerimenti, se c'é sinergia riesco a creare in compagnia e con armonia, se lavoro con persone che mi piacciono riesco a ricavare spesso un esperienza unica....se invece devo preparare solo da mangiare, bhe... é solo una professione come le altre. Qui mi capita spesso di preparare da mangiare, senza stimoli, senza soddisfazione, senza evocazione ed ispirazione... Si puó cucinare bene e con risultati discreti anche senza amore e passione, con professionalitá e cura, con arroganza, con presunzione e da stronzi! Su cuor di cucina peró proveró a trasmettervi ció che nasce dai miei momenti piú sereni e tutto ció che si distacca dalla mia routine professionale che altro non é che cucinare per far mangiare (con tutto rispetto) clienti che meriterebbero piú devozione e piú tradizionalitá, ma purtroppo siamo troppi globalizzati e spesso l'adattamento é fondamentale per poter vivere lontano dalle proprie radici. Maurizio
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